Totò e la “Malafemmena”: una storia tutta formiana.

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Malafemmena, ve la ricordate? “Femmena, tu si na malafemmena…”. Quante volte avete canticchiato queste parole della famosissima canzone di Totò?

Troppe, direte voi. Eh beh, un capolavoro d’altri tempi di un Uomo incredibile.

Parliamo di uno dei  maggiori interpreti nella storia del teatro e del cinema italiano, nonché paroliere, poeta, drammaturgo e chi più ne ha, più ne metta.

Insomma: un gigante che ha portato il nome dell’Italia nel mondo!

Questo lo sapevamo, direte voi.

Quello che non sapete, probabilmente, è che Totò scrisse Malafemmena a Formia. Si, avete letto bene: a Formia. È proprio lui a raccontarlo, in un video trovato negli ultimi anni, nel quale rivela di aver avuto l’ispirazione durante le riprese del film “Totò terzo uomo”, riprese che si giravano nella città di Formia nel 1951.

Le parole di Totò nel video sono chiare e inequivocabili.

Per anni si è creduto che Malafemmena fosse stata scritta per Silvana Pampanini, conosciuta sul set di “47 morto che parla”, colpevole di aver declinato la proposta di diventare la moglie di Totò.

In realtà la canzone fu dedicata a Diana, quella che divenne sua moglie, rea di essersene andata di casa prima del raggiungimento del 18° anno di età della figlia Liliana.

Diana e Totò si erano ufficialmente separati (le continue scappatelle del marito furono la causa della separazione). I due, però, si erano promessi di vivere sotto lo stesso tetto fino al diciottesimo compleanno della figlia, come dicevamo prima.

Ma le cose andarono diversamente: Diana sposò l’Avvocato Tufaroli e il Principe sprofondò nello sconforto.

Quello che ci resta di questa storia  è la splendida canzone reinterpretata dai più grandi della musica, tra cui l’indimenticabile Lucio Dalla:

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