La Formia romana

Condividi:

La cittadinanza senza suffragio

L’entrata di Formiae nella storia romana coincide con l’assegnazione da parte di Roma, dopo il 338 a.C., della “cittadinanza senza diritto di voto” (civitas sine suffragio) alla città, che in tal modo acquisiva lo stato di municipium. L’istituzione della cittadinanza senza suffragio, di fatto sanciva il passaggio di Formiae alla comunità romano-italica che nel IV sec. portò Roma al totale controllo del Lazio e della Campania.

Ma in che cosa consisteva la cittadinanza senza suffragio? A differenza delle città colonie i romani concedevano questo tipo di status a centri importanti da un punto di vista militare e commerciale e ciò salvaguardava generosamente la loro identità. Basti pensare che un tal privilegio fu concesso per anni alla famosissima città etrusca di Cerveteri.

 

Il passaggio alla piena cittadinanza romana

In un periodo turbolento per le campagne di Roma in Italia, in qualità di alleati “semi-cittadini”, i formiani dovettero contribuire alle gravose leve militari, necessarie per le guerre pressoché ininterrotte. Dopo la vittoria di Roma contro Cartagine, Formia, Fondi e Arpino passarono alla piena cittadinanza. Con questo provvedimento Formia entrò, quindi, a far parte a pieno diritto della comunità romano-italica.

Verso la fine dell’età repubblicana Formia fu al centro di una notevole espansione urbanistica. Ci fu la costruzione del porto, una curia e un armamentario. Al rinnovamento dell’area urbana si affiancava la prosperità commerciale, un incentivo non trascurabile veniva dalla moda dei ricchi romani di costruire sempre più lussuose ville nel territorio, che caratterizzeranno l’età imperiale.

 

L’età imperiale

In età imperiale, l’economia della città continuava a prosperare. Come già in età repubblicana il porto di Formia manteneva una certa importanza non solo per la pesca locale e per i commerci, ma anche per scopi militari. Sotto Adriano, Formia acquistò il rango di colonia, con il nome di Colonia Aelia Hadriana Augusta Formiae. Il nuovo status costituiva un riconoscimento ambito, fonte di distinzione rispetto ai centri rivali.

 

cisternone romano formia

Il cisternone Romano di Castellone, foto © Fausto Forcina

I luoghi della Formia Romana

Il territorio del Formianum è caratterizzato dalla particolare prossimità al mare dei monti Aurunci. Il passaggio è quindi posizionato lungo percorsi pedemontani e costieri uniti in corrispondenza di Formia, dei quali le più antiche testimonianze sono rappresentate da antichi tratturi risalenti al IV sec. a.C.

L’espansione di Roma verso sud venne accompagnata dalla prima e più importante via voluta da Appio Claudio Cieco nel 312 a.C. trasformando una viabilità dettata da un’antica cultura appenninica in un asse di lunga percorrenza militare prima che commerciale, cambiando di fatto radicalmente la logica urbanistica delle città in relazione al nodo di scambio portuale.

Nell’odierno tratto formiano, i restauri dell’antica via Appia, sono rilevabili dalle iscrizioni dei miliari che ne verificano il tragitto anche fuori dell’antico percorso. Si documenta che fino all’anno 216 d.C. l’antica Appia era pavimentata con una pietra calcarea bianca tipica della zona. Ad oggi, ne sono possibili vedere i resti presso il miglio 88, in località San Remigio.

La via Appia, nell’antico territorio formiano è documentata dai più importanti monumenti posti ai suoi margini, tra i quali la fontana romana di San Remigio,  la Tomba di Cicerone, l’Acquedotto in località San Giovanni.

L’alto tasso di urbanizzazione e sviluppo che caratterizzava l’antica Formiae è chiaro se si pensa alla presenza del Cisternone Romano di Castellone, una straordinaria opera di ingegneria idraulica posta a monte dell’Arce che permetteva di avere acqua corrente nelle numerose ville dei nobili; le numerose piscine per l’itticoltura ed infine le numerose ville di importanti personaggi quali Cicerone e Mamurra. Ancora oggi se ne possono ammirare i resti.

 

tomba di cicerone formia romana

La Tomba di Cicerone, foto © Fausto Forcina

Condividi: